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Come nelle favole. Emma Dante al Teatro Goldoni con Pupo di zucchero
di Katia Amoroso   
mercoledì 15 dicembre 2021

Il nuovo spettacolo di Emma Dante, Pupo di zucchero – La festa dei morti, liberamente ispirato a Pinto Smauto (Lo smalto splendente), il terzo racconto de Lo Cunto de li cunti di Gianbattista Basile, è in scena al Teatro Goldoni il 16 e il 17 dicembre. Grazie alla favola, il mondo di Basile si presta alla drammaturgia della Dante, con uno spirito leggero e fiabesco ma nello stesso tempo realista e crudo. Per Emma Dante, Basile, con la sua affascinante lingua napoletana del Seicento, è un autore che parla al presente e si proietta in questa pièce in una realtà tipicamente siciliana: il momento della rimembranza dei morti. Tuttavia Pupo di zucchero trae solo ispirazione dal racconto di Basile: è infatti una storia scritta e diretta interamente dalla regista palermitana.

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Lo spettacolo mette in scena la vita di un vecchio che, per sconfiggere la solitudine, invita a cena i defunti della sua famiglia nella notte fra l’1 e il 2 novembre. Rimasto solo, il povero anziano lascia aperte le porte della sua casa in modo che i defunti possano liberamente accedere. Il 2 novembre, infatti, è la Festa dei morti e in diversi luoghi del Sud Italia si usa organizzare sontuosi banchetti di dolci tipici. Nel caso della Sicilia, si preparano i pupi di zucchero che i parenti deceduti, di ritorno dal regno dei morti, regalano ai bambini. In questo spettacolo, però, non ci sono bambini e il vecchio impasta il suo “pupo” per ricordare tutti i parenti deceduti.

 

«Di questa storia, mi ha attratto la dimensione del cucinare, del preparare il pasto, che è una pratica molto vicina al mio modo di fare teatro – dichiara Emma Dante – quando creo uno spettacolo, in qualche maniera li ‘cucino’ e lo offro al pubblico nel banchetto dell’arte e della vita». Durante il rituale, la cena si trasforma in un momento di patrofagia simbolica, una sorta di cannibalismo magico: il valore originario dei dolci antropomorfi è infatti proprio quello di raffigurare le anime dei defunti. Cibandosi di essi è come se ci si cibasse dei propri cari. Il vecchio, protagonista dello spettacolo, prepara quindi con acqua, farina e zucchero «l’esca pe li pesci de lo cielo»: una statuetta dipinta con colori vivaci. In questo scenario, la morte non è più un tabù, non è scandalosa. Anzi, ciò che il vecchio vede e ci mostra è una parte fondamentale della sua vita. Per Emma è necessario «non dimenticare i temi della morte e della famiglia perché sono l’unico modo per non morire di solitudine». Così, la stanza del vecchio, arredata dai ricordi, diventa una sala da ballo dove i morti, ritrovando le loro abitudini, festeggiano la vita. Nello spettacolo sono presenti dieci sculture dell’artista palermitano Cesare Inzerillo: si tratta di opere molto particolari che richiamano le magiche mummie presenti in alcune chiese del Sud Italia. Inoltre, in tutto lo spettacolo è presente un riferimento costante al teatro d’avanguardia di Tadeusz Kantor, il regista e sceneggiatore polacco al quale Emma Dante si è ispirata.

 

Accanto al napoletano Carmine Maringola, abile cantastorie, recitano Nancy Trabona, Maria Sgro e Federica Greco nel ruolo delle tre vivaci sorelle, Sandro Maria Campagna in quello dello spasimante spagnolo innamorato di una delle sorelle, mentre Stephanie Taillandier è la madre marsigliese, Giuseppe Lino il padre disperso in mare, Tiebeu Marc-Henry Brissy Ghadout il tuttofare Pasqualino, e Martina Caracappa e Valter Sarzi Sartori gli zii che danno vita a una danza passionale e violenta. Pupo di zucchero presentato lo scorso agosto al Festival di Avignone ha riscosso un notevole successo di critica e il quotidiano «Le Monde» si è sbilanciato dichiarando «La papessa siciliana eretica e creativa ha trionfato». Uno spettacolo sulla solitudine e sulla memoria in cui la terribile visione occidentale della morte viene sfatata. I lavori teatrali di Emma Dante contengono sempre forti sconvolgimenti emotivi. In questo spettacolo, sulla solitudine e sulla memoria, si crea un contrasto nella percezione della morte. Attenzione però: nonostante si parli di morti, Pupo di zucchero non è un’opera triste e cupa, ma trasporta lo spettatore in una vera e propria “festa di morti”. 

 

Pupo di zucchero – La festa dei morti
16-17 dicembre 2021

Teatro Goldoni-Venezia
www.teatrostabileveneto.it