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Home arrow ZOOM arrow [Incroci di Civiltà 2014] Parola d’ordine: confronto
[Incroci di Civiltà 2014] Parola d’ordine: confronto
di Nicolò Groja   

logo_9.jpgL’identità storica di Venezia si forma nei secoli attraverso la continua mescolanza di persone e di culture. Venezia, porto di mare e approdo di suggestioni, è dall’alba del suo tempo crocevia di sensazioni, di esperienze, di merci, di letterature, di letture e di scritture. Venezia è dunque madre inevitabile di Incroci di civiltà, perché essa stessa è, per natura, un incrocio di civiltà. Incroci di civiltà è non solo festival letterario, ma telaio culturale con cui tessere ogni anno nuovi intrecci tra diversi mezzi d’espressione e differenti visioni del mondo; Incroci è l’esaltazione delle differenze e l’annullamento della diversità, ovvero il riconoscimento delle rispettive identità come mezzo di accettazione dell’uguaglianza e della parità fra i popoli.

 

Scriveva Miguel de Unamuno che il fascismo si cura leggendo e il razzismo si cura viaggiando; non se ne faccia una questione politica – anzi, partitica –, ma Incroci di civiltà s’inserisce più o meno consapevolmente in questa filosofia: aprire le porte della mente attraverso le chiavi passpartout della letteratura, viaggiare con le suggestioni della lettura e far viaggiare gli scrittori verso i propri lettori, per raccontare loro anche a voce – e non solo a penna – come ogni visione del mondo possa donare un nuova prospettiva sul mondo stesso.

 

logo_3.jpgPerché, come scrive la scrittrice Gabriella Kuruvilla, «l’incontro tra diverse culture produce cambiamento e arricchimento». Una missione compiuta anno dopo anno sino a questa sesta edizione, ancora una volta latrice di una proposta di livello altissimo. Ventidue autori giungeranno in Laguna da venti paesi differenti a portare le loro parole e le loro immagini sui palchi che ospiteranno gli eventi; tre, per la precisione, i luoghi in cui, dal 2 al 5 aprile, si svilupperà la kermesse: l’Auditorium Santa Margherita, la Fondazione Querini Stampalia, il multisala Giorgione e il da poco restaurato teatrino di Palazzo Grassi. Ma non solo: martedì primo aprile un appuntamento prefestival si terrà al Teatro Goldoni, dove – dopo un incontro assieme a Sergio Ferrentino e Massimo Carlotto – si potrà assistere allo svolgimento sul palco dell’audiodramma Il giardino di Gaia; un’esperienza multisensoriale pensata per tirare definitivamente un filo tra il mondo della radio e quello del teatro.

 

La parola d’ordine di Incroci di civiltà è dunque “confronto”, ecco allora incrociarsi cinema e letteratura negli incontri che vedono protagonisti i due registi Marc Scialom e Peter Greenaway, uno presentato per la prima volta in Italia, l’altro guru della cinematografia internazionale; entrambi accomunati dall’amore universale per le arti, che praticano senza distinzione con uguale maestria.

 

Un’edizione di novità, questa di #incroci14, che apre finestre tematiche come le Geografie del giallo e le Geografie del gotico, che ospita per la prima volta nel proprio cartellone un’autrice ungherese – Noémi Szécsi –, e che porta nel Belpaese un’autrice non ancora tradotta in italiano, il premio Pulitzer Rita Dove. E poi ancora: si toccherà il tema dell’identità con Jhumpa Lahiri, Daniel Mendelsohn, Kader Abdolah e quello della donna nel Medioriente con Raja Alem e Salwa Al-Neimi. Ma molto altro ci aspetta durante questi quattro giorni, vale la pena non perdere nemmeno un appuntamento.

«Incroci di civiltà – 7. edizione»
Dal 2 al 5 aprile Auditorium Santa Margherita e altri luoghi a Venezia
Info www.incrocidicivilta.org