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Home arrow ZOOM arrow [Incroci di Civiltà 2014] Le voci: Massimo Carlotto
[Incroci di Civiltà 2014] Le voci: Massimo Carlotto
di Fabio Marzari   

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Massimo Carlotto, padovano, è uno dei più brillanti narratori italiani, che attraverso il genere noir racconta le trasformazioni, anche quelle meno evidenti, della società. La sua biografia è, senza retorica, molto più che un romanzo. La sua vicenda (fu accusato di un efferato delitto) ha segnato le contraddizioni di un sistema giudiziario in cui pareva che le trappole fossero infinite. Una campagna di opinione partita in Francia a suo favore ha mobilitato le coscienze e alla fine è arrivata la grazia del Presidente della Repubblica Scalfaro nel 1993. Fu l’incontro con la scrittrice e talent scout Grazia Cherchi ad offrire a Carlotto gli strumenti per trasformare l’inferno del suo passato in un prolifico futuro, e il diario della sua vita in materiale per romanzi. Pubblica Il Fuggiasco, dove racconta la sua vicenda con particolare riferimento agli anni di latitanza. Il suo stile asciutto, diretto, mai indulgente verso il sentimentalismo, danno già l’idea del suo pregiato pedigree. Da allora un cursus honorum di riconoscimenti, unanimi, di critica e lettori.

 

Il mondo non mi deve nulla è il titolo dell’ultimo romanzo di Massimo Carlotto. Qual è la sua idea dell’amore ai tempi della crisi, una visione noir o ottimista?
Ottimista. Il Noir è una forma di estremo ottimismo che attraverso una lettura criminale della società è in grado di analizzare le contraddizioni più evidenti. Rispetto all’amore nel mio nuovo libro, i personaggi sono convinti che si ami sempre nello stesso modo nonostante le modificazioni antropologiche prodotte dalla crisi.

Venezia è da sempre incrocio di civiltà. Quale pensa sarà (o vorrebbe fosse) il suo particolare contributo a questo dialogo tra culture di cui è teatro/testimone la città?
Incrocio di civiltà, incrocio di linguaggi. Da sempre la radio ha contribuito a diffondere e a mescolare linguaggi. L’audiodramma tratto dal mio racconto Il giardino di Gaia e realizzato da Fonderia Mercury con l’adattamento di Sergio Ferrentino, rappresenta un’evoluzione importante nell’incrociare culture artistiche diverse tra loro. Un’innovazione anche nell’intendere la relazione tra mezzo e pubblico, dove radio e teatro si fondono proponendo un nuovo modo di “ascoltare”.

 

Massimo Carlotto

1 aprile, h. 17-20.30 Teatro Goldoni

www.incrocidicivilta.org