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Home arrow ZOOM arrow [Incroci di Civiltà 2014] Le voci: Salwa Al-Neimi
[Incroci di Civiltà 2014] Le voci: Salwa Al-Neimi
di Sara Civai   

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Una delle voci più significative della letteratura araba contemporanea. Nata a Damasco, dopo la laurea in lingua e letteratura araba si trasferisce a Parigi, dove tuttora risiede. Esordisce come poetessa, ma è con il romanzo che raggiunge fama internazionale. In La prova del miele – tradotto in venti lingue – l’autrice dà voce alle esperienze erotiche di una donna siriana, facendole interagire con i testi erotici arabi di epoca classica e rivelando come i concetti di libertà e piacere siano parte integrante della sua cultura d’origine. Nei racconti che compongono Il libro dei segreti ritorna a riflettere sul tema del corpo femminile, chiamandolo a confrontarsi con l’universo dell’amore e del piacere e con altre problematiche che attraversano la società araba, dalla questione dell’aborto a quella dell’onore.

 

 

 

Qual è stata la ricezione nel Medio Oriente del suo romanzo La prova del miele?

Alcuni critici della stampa araba hanno accostato La prova del miele all’immagine di una bomba. Ed è proprio questo l’effetto che il libro ha avuto nel mondo arabo. Ci sono stati due tipi di reazioni: quella ufficiale della maggior parte dei paesi arabi, che hanno semplicemente scelto di censurare il libro (persino il Libano l’ha vietato ai minori di 18 anni), e quella dei lettori, che è stata completamente diversa. Il libro ha trovato un suo pubblico, tanto che il romanzo continua a uscire in nuove edizioni (senza contare le molte edizioni pirata, che circolano in particolare in Egitto e Marocco, e tutte le copie scaricate da internet). La polemica che il romanzo ha innescato sulla stampa araba continua ancora oggi, dopo anni dalla sua uscita. Tutti i tipi di reazione, sia positive che negative, hanno alimentano a volte persino commenti offensivi da parte di coloro che credono che io abbia superato la “linea rossa”.
Credo che il successo del romanzo risieda in diversi fattori: è la prima volta nella letteratura araba moderna che un libro crea un legame tra libertà sessuale e patrimonio culturale arabo-musulmano, in particolare attraverso l’antica letteratura erotica. Il narratore è una donna libera che vive in Occidente, ma che ha ancora i suoi riferimenti di libertà nella cultura arabo-musulmana. Penso inoltre che il modo in cui questo libro è stato scritto e la padronanza e l’utilizzo di un linguaggio moderno abbiano giocato un grande ruolo nell’attrarre il lettore: non basta semplicemente scrivere un libro sul sesso affinché questo trovi un suo pubblico.

Venezia è da sempre incrocio di civiltà. Quale pensa sarà il suo particolare contributo a questo dialogo tra culture di cui è teatro/testimone la città?
Un famoso dipinto del 1511 di un pittore della scuola veneziana, evoca un ricevimento degli ambasciatori veneziani a Damasco. Sullo sfondo si può riconoscere la moschea degli Omayyadi. Damasco è la mia città natale a Venezia mi sentirò proiettata in una continuità che risale a secoli di dialogo, umano e artistico. Arrivo a Venezia con la mia cultura e la lingua araba, la mia scelta di scrivere solo in questa lingua mi ha fortemente iscritto a una appartenenza.

 

Salwa Al-Neimi
5 aprile, h. 9 Auditorium Santa Margherita

www.incrocidicivilta.org