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Disegnando il tempo. Nel cuore di Venezia, un centro di valorizzazione per giovani architetti
di Marisa Santin   

dsc_0491.jpg[Intervista a Laura Ceriolo] Dal 2005 la Fondazione Wilmotte, fondata dall’architetto Jean-Michel Wilmotte con lo scopo di sensibilizzare giovani architetti sul tema della conservazione e il recupero di edifici storici, crea occasioni di promozione e sviluppo di un linguaggio architettonico contemporaneo, gettando ponti di comunicazione tra architettura, beni culturali e arte contemporanea e favorendo l’incontro tra il patrimonio esistente, preservandolo, e la creazione architettonica, rendendola funzionale alle necessità della modernità. Il principio base a cui si ispira è quello dell’innesto architettonico, ovvero dell’inserimento nella struttura preesistente del nuovo, senza nasconderlo, allo scopo di valorizzare tanto l’antico quando il moderno.

 

Situata nel cuore della Venezia più autentica, a Cannaregio, la Fondazione ha da qualche anno aperto le porte a progetti espositivi grazie ad un’affascinante opera di restauro di spazi originariamente adibiti a laboratorio di carpenteria navale. Laura Ceriolo, architetto, responsabile Ricerca e Sviluppo di Fondazione Wilmotte Venezia e curatrice della mostra Tra fumetto e gioco: disegni veneziani, attualmente in corso presso gli spazi della Galleria e di cui proponiamo un approfondimento in questa rubrica, ci ha aiutato a scoprire e conoscere meglio questa affascinante realtà veneziana.

Come nasce la Fondazione e quali sono i suoi obiettivi primari?
Tutto ha inizio con lo Studio Wilmotte & Associés, avviato a Parigi nel 1975 dall’architetto, urbanista e designer Jean-Michel Wilmotte, che nel corso degli anni non ha mai smesso di espandere la propria attività in tutto il mondo (aprendo sedi a Nizza, Londra, Seoul, Rio de Janeiro, fino ad operare attualmente in più di 20 paesi, n.d.r.). Nel 2005 viene istituita una Fondazione omonima, un ente senza scopo di lucro che ha fra i suoi primari obiettivi quello di incoraggiare giovani architetti, designer urbanisti e paesaggisti, dando loro l’opportunità di condurre degli stage presso gli Studi Wilmotte, attribuendo delle borse di studio e istituendo il Premio Wilmotte, un concorso biennale promosso e finanziato interamente dalla Fondazione, che si rivolge a studenti e a neolaureati in architettura provenienti da tutta Europa.

 

A quando risale l’apertura della sede veneziana?
Nel 2012, proprio in occasione della quinta edizione del Premio Wilmotte, apre la sede veneziana della Fondazione. Il concorso, riservato a studenti e giovani architetti provenienti dai Paesi dell’Unione Europea e dalla Svizzera, riguardava la riconversione e il riutilizzo dell’ex Piazza d’Armi di Sant’Elena - sito industriale sorto a fine ‘800 per la produzione di battelli a vapore, vagoni e ponti, utilizzato in seguito come cantiere navale da Actv. I progetti vincitori, o comunque i più meritevoli, furono poi presentati ed esposti negli spazi della Fondazione in concomitanza con la Biennale Architettura 2012. Più di cento gruppi di studenti hanno risposto all’appello.

img_8757.jpgIl Premio ha cadenza biennale e sarà riproposto anche in concomitanza con la prossima Biennale Architettura. Qual è l’area d’interesse dell’edizione 2014?
L’architettura contemporanea è un tema molto caro all’architetto Wilmotte, ma altrettanto lo è il rinnovo e il recupero di edifici storici, e in questo senso si articolano le varie edizioni del Prix W. Quest’anno il tema è assai prestigioso: si tratta infatti di concepire un centro culturale e d’incontri nel sito della Torre di Londra. Il bando era rivolto a studenti e neolaureati fino al 2010, provenienti da tutti i Paesi della Comunità Europea più la Svizzera, e anche questa volta l’adesione è stata importante. In aprile si è riunita a Londra una commissione per giudicare i progetti più meritevoli, i quali saranno poi esposti presso la sede veneziana della Fondazione dal 5 giugno al 30 agosto. L’inaugurazione vedrà anche una cerimonia di premiazione. Il Prix W assegna dei riconoscimenti in denaro, di 7000, 5000 e 2000 euro, ai migliori tre, con lo scopo di sostenerli e incoraggiarli a proseguire gli studi. È importante inoltre sottolineare che il bando riguarda aree reali, esistenti: sulla Torre di Londra c’è un’effettiva richiesta di rinnovamento degli spazi da parte dell’Istituzione che la gestisce.

Con quali principi è stato condotto il restauro della sede veneziana della Fondazione?
La sede della Fondazione, da cui si accede da terra, passando sotto l’arco di Santa Maria della Misericordia, o dall’acqua, attraverso la Sacca della Misericordia, a nord della Laguna (anche se l’accesso acqueo è temporaneamente non praticabile), sono frutto di un’opera di restauro su un sito adibito originariamente a cantiere navale; in seguito divenne un deposito e infine la sede di una scuola artigianale dell’IVL, l’Istituto Veneto per il Lavoro. Gli spazi sono stati riprogettati dall’arch. Wilmotte secondo il principio del “dov’era, com’era”, rispettando la struttura e gli elementi originari. Le capriate e le linee sono rimaste; è stato necessario sostituire alcune travi ammalorate, ma gran parte del sito è stata conservata. Oltre alla Galleria, una parte dell’area rimane attualmente ad uso privato, con l’idea forse in futuro di destinarla all’accoglienza di giovani architetti, per esempio istituendo delle residenze-studio.

Dal momento della sua apertura, la Fondazione non ha mai smesso di ospitare esposizioni. Quali i progetti futuri?
Da 18 settembre fino a gennaio 2015 ospiteremo un’antologica di Andrea Bruno, architetto italiano di fama internazionale, molto attivo soprattutto nell’ambito del restauro architettonico. Bruno ha fatto parte della commissione per la Carta del Restauro di Venezia del ’64 e dal 1974 è consulente Unesco per il restauro e la conservazione del patrimonio artistico e culturale soprattutto in Medio Oriente (ha contribuito, fra gli altri progetti, alla ricostruzione del ponte di Mostar e dei siti archeologici distrutti dai talebani in Afghanistan). In Italia si è occupato del restauro di importanti siti culturali, quali il Museo del Risorgimento di Torino e il Museo d’Arte Contemporanea del castello di Rivoli. La mostra, il cui titolo provvisorio è Oltre il restauro, esporrà una selezione dei lavori di Bruno: plastici, modelli, gigantografie e naturalmente disegni originali. Sarà una mostra interattiva, con tablet a disposizione del pubblico per poter meglio muoversi fra le opere e avvicinarsi a questo grande protagonista dell’architettura mondiale.

Fondazione Wilmotte
Fondamenta dell’Abbazia, Cannaregio 3560
Info www.fondation-entreprise-wilmotte.fr/