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Conservare e rinnovare. Il Giorno del Ricordo
di Redazioneweb2   
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Nell’album di fotografie in cui raccogliere istantanee della Storia dell’Uomo sono tante le pagine buie, controverse, che volentieri si salterebbero, che alcuni addirittura vorrebbero strappare e far sparire per sempre. Frangenti di epoche in cui l’essere umano si è confermato creatura vivente capace di nefandezze difficilmente immaginabili, che stridono con le vette di azione e pensiero di cui il nostro percorso su questa Terra è fortunatamente ricco, o quanto meno ben provvisto. Il Giorno del Ricordo ricorre il 10 febbraio per commemorare le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata, portandoci idealmente ogni anno al clima proprio della fine del secondo conflitto mondiale, in un Europa che faticosamente cercava di risorgere dalle proprie fumanti macerie. 

 

Tante le iniziative per la celebrazione della ricorrenza, tanti i volti e le storie di una vicenda che idealmente unisce tutta la Penisola nello sforzo di conservare la memoria delle vittime e di rinnovarla, arricchirla di riflessioni personali e propositi capaci di evitare che tragedie del genere possano trovare terreno fertile in cui far germogliare il seme dell’odio, della discriminazione, della violenza cieca e sconsiderata. Perché il 10 febbraio? È una data simbolica che si riferisce al 1947, quando entrò in vigore il Trattato di Parigi con cui le province di Pola, Fiume, Zara e parte delle zone di Gorizia e di Trieste, passarono alla Jugoslavia.

 

Giorno del Ricordo

10 febbraio 2015