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Home arrow ZOOM arrow [INTERVISTA] Un paradiso di Post-it. #Openbook, emozionalità ed educazione all’immaginazione
[INTERVISTA] Un paradiso di Post-it. #Openbook, emozionalità ed educazione all’immaginazione
di Redazioneweb   

post-it_1.jpgIntervista a Silvia Bonacin, Brand Manager del Brand Post-it®

 

Perché ci piace un libro? Natura è ciò che conosciamo, ma che spesso crediamo di non saper esprimere.
Il Brand Post-it® è stato il protagonista di un “gioco social” di condivisione delle recensioni di un libro, per cui si prova una passione profonda.
Ripescando il proprio foglietto colorato in un cartellone di lavori, un coreografico pannello di frasi e disegni, Sofia ha riletto il proprio commento al libro di Geronimo Stilton “un topo coraggioso perché affronta viaggi e naufragi”. E un suo amico ha confessato la commozione nel leggere le ultime parole de Il piccolo principe di A. de Saint-Exupery, la sua opera preferita.
 
A dimostrazione di quanto la lettura sia coinvolgente e formi l’identità, ma soprattutto permetta alle nuove generazioni di socializzare, la Fondazione Groggia di Mestre ha aderito con i suoi trecento alunni della Scuola Primaria San Gioacchino e Secondaria di primo grado Santa Caterina a recensire sui foglietti Post-it® i libri del genere preferito. Un’operazione che ha accompagnato gli alunni in un percorso critico nella consapevolezza dei generi letterari e della personale selezione del libro di riferimento.

Se ne è parlato a #Openbook: libri e recensioni nell’era 2.0, un incontro di attualità e approfondimento che si è svolto presso Open, il nuovo locale social offline in via Paganello a Mestre. 
Un dialogo, moderato dalla giornalista Francesca Anzalone, esperta di comunicazione 2.0 e responsabile del Blog dedicato a Tecnologia e Innovazione sul Corriere del Veneto.it., tra Beatrice Masini, Editor Bompiani, Claudio Maddalena, Preside delle Scuole della Fondazione Groggia e Silvia Bonacin, Brand Manager del Brand Post-it®.
Il foglietto di carta colorato è stato inventato nel 1968 da Spencer Silver, ricercatore della 3M. Negli anni Ottanta, il suo collega Arthur Fry pensò di usare quell'adesivo, fatto di colla riposizionabile, per segnare un libro di canzoni religiose. La vera rivoluzione del Post it è stata l’adesivo standard, all’inizio orizzontale, poi verticale e utilizzato per applicazioni diverse.
Ora, infatti, con l’adesivo super sticky, tutto è possibile, come dimostra Silvia Bonacin, che scopre le proprie carte, molto emozionata dalle recensioni e i bellissimi disegni dei bambini in una nuvola di Post-it.
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Questo è un progetto innovativo per il suo Brand. Come descriverebbe l’esperienza dell’emozionalità delle nuove generazioni?
I bambini che hanno espresso le loro emozioni con un disegno o una recensione in un Post-It, si sono identificati con i personaggi dei libri, comunicando un “Mi piace” o “Mi fa paura”. L’adulto mette in atto un processo di elaborazione, scrive una recensione più strutturata.
L’esperienza autentica è quella di percepire un libro, farsi catturare da frasi, citazioni che diventano tue, come un film.
In America ci sono dei prodotti Education che rendono più consapevole il metodo didattico. Prendere un appunto aiuta lo studio, l’apprendimento del concetto. In Italia non è molto diffuso questo metodo. Lo studio è un imprinting per il bambino.

Le piacciono i social network? Com’è cambiata la sua comunicazione?
Facebook è virtuale. Io, personalmente, l’ho utilizzato per rincontrare amici, persone. È un contatto di tipo virtuale, l’evoluzione della vita.
I Social per me sono fondamentali, un mezzo per raggiungere le altre persone, uno strumento di condivisione.

Come avviene l’incontro tra impresa e cultura nella sua idea di innovazione strategica?
Sono sempre stata una consumatrice di Post-it, perché mi hanno aiutata nello studio.
I miei colori preferiti erano quelli fluo, giallo e fucsia. Il foglietto colorato è uno strumento cartaceo, con cui ho addobbato l’albero di Natale. A casa invento anche dei percorsi con i Post-it, degli itinerari domestici. Li ho usati anche per la torta di compleanno del mio fidanzato, e per augurare sempre il buongiorno!
Ideali in ufficio o a casa, ma è possibile attaccarli ovunque sia necessario. “Smile your car” è un nostro progetto speciale pensato per il Salone del Mobile. Decoriamo le macchine con i colori dei Post-it. È un volano, un’idea nata dalla nostra creatività e la gente scatta un sacco di foto.  

Quanto importante è per lei lasciare un messaggio e trovarlo su un foglietto?
Il Post-it serve per fissare un messaggio, un concetto, creare delle recensioni, condividere opinioni.
La sensazione di chi riceve un foglietto è bellissima, perché il colore trasmette l’emozione. Ma è importante soprattutto il contatto umano, scrivere con la propria calligrafia un messaggio.
Il foglietto è semplice da trovare, fa sentire umane le persone. Certo, il social è virtuale, ma c’è bisogno anche di fisicità, come un abbraccio.
Ho creduto al legame del prodotto con il libro, perché è un elemento che serve a catturare l’emozione. Il libro è un viaggio fino alla fine. Qualcosa di bello lo lascia, come una frase, da racchiudere in un quadratino colorato. Anch’io uso i Post-it per catturare le frasi di un libro, come in questo periodo gli aforismi di Gibran, semplici, brevi, contenuti.


Il legame umano, l’empatia, e le vibrazioni sono fondamentali anche per Beatrice Masini, editor di Bompiani che si occupa di narrativa per ragazzi.
La necessità della letteratura può esemplificarsi attraverso Harry Potter, una saga di successo trasversale. La globalità dipende dal fatto che piace ai giapponesi e agli occidentali, ed è facile riconoscersi in lui per affezionare i lettori. L’importante è costruire trame solide. E se la porta centrale è quella dell’editore che legge e valuta un libro, lei crede che una buona attività di scouting, esplorazione e valorizzazione dei talenti, si fondi sull’importanza del conoscersi e lavorare insieme agli autori.
Provocata da Francesca Anzalone sui luoghi virtuali della società digitale, come i social network, dove si condividono emozioni e la passione della lettura, la Masini ha dichiarato di non essere spaventata dalla crescita digitale, perché serve ad “accorciare i rapporti con la tecnologia”. Se una volta veniva spedita una copia del libro alla redazione via fax, ora questo viene inviato via email in diretta a tutte le redazioni.
Lasciare una recensione su un post-it, per lei è come il lancio di uno slogan, quello del libro che porti sempre con te. E il progetto con la Fondazione Groggia, attraverso gli elaborati dei bambini, ha unito ideologia e creatività.
Ne è convinto soprattutto il Prof. Claudio Maddalena, che grazie a questo esperimento, ha proposto una nuova strategia didattica ai ragazzi dai 6 ai 13 anni, e ai docenti delle scuole.
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Gli elaborati finali, dei grandi pannelli di Post-it, sono gli incroci di un percorso formativo di lettura, analisi critica, espressione delle emozioni e consapevolezza.
Con i foglietti si possono fissare i concetti del testo, sintetizzare, creare una lavagna per raccogliere le idee. Il racconto ha fatto emergere le individualità. Maddalena ha descritto anche l’esperienza della biblioteca in classe per la Scuola Primaria, un incontro settimanale dedicato a leggere un libro. Il tempo della lettura nello spazio scolastico deve essere un momento di incontro della didattica, dove si ascolta la voce interna di un testo.


Gli elaborati sono in mostra presso lo spazio Open. Questo incontro “social offline” si prefigge di allargare la discussione a lettori, editori, bibliotecari, docenti, formatori, comunicatori anche virtuali. Post-it permetterà a tutti i lettori di scrivere un commento ed attaccarlo sulle copertine dei libri presenti in libreria. Perché il passaparola nasce offline e diventa condivisione online. Seguendo l’hashtag #openbook si potranno leggere le recensioni virtuali che verranno trascritte sui foglietti Post-it® nella libreria Open e, viceversa, le recensioni cartacee si trasformeranno in recensioni virtuali su Facebook attraverso l’hashtag #openbook.
E se La scuola è l’anello di congiunzione dell’adulto con il bambino, l’uso del post-it non solo favorisce la consapevolezza didattica, ma è un anche un metodo per scoprire i coetanei. Ecco cosa può succedere quando una multinazionale si mette in gioco.
 

[di Filomena Spolaor]