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Fascino discreto. James Ivory inaugura la settima edizione di Incroci di Civiltà
di Loris Casadei   
incroci15.jpgMercoledì 25 marzo, giornata inaugurale dell'VIII edizione del Festival Internazionale di Letteratura di Venezia Incroci di Civiltà con un incontro dedicato a James Ivory, regista statunitense (Otto Premi Oscar all'attivo) capace di incantarci con film come Camera con vista e Casa Howard, ambedue tratti dai romanzi omonimi di Edward M. Forster. Pochi sanno che ha iniziato la sua carriera con un documentario dedicato a Venezia. Incroci di Civiltà nasce nel lontano 2006 da un convegno tutto accademico promosso da Ca’ Foscari dedicato alla letteratura inglese post-coloniale, dove un gruppo di docenti decise di proseguire con un invito diretto agli autori più rappresentativi.

 

Racconta il fondatore Shaul Bassi: «Chiedemmo il supporto del Comune di Venezia e fu l'allora Assessore alla Cultura Luana Zanella che ci chiese di aprirlo all'esterno, non solo a studenti universitari, ma a tutta la cittadinanza. A quei tempi faceva discutere un libro di Samuel P. Huntington Scontri di civiltá, così pensammo di intitolare il Festival in reazione alle sue tesi Incroci di Civiltá. Il Festival ha due caratteristiche uniche: gli inviti a scrittori e poeti nascono dalla ricerca, dal lavoro che i docenti del nostro istituto svolgono quotidianamente in aula sulla letteratura nelle diverse lingue; gli intervistatori sono gli stessi insegnanti, competenza questa molto apprezzata sopratutto dagli autori». Prosegue Bassi: «Utilizziamo l'esperienza dei nostri ospiti per avere suggerimenti e questo ci permette di scoprire scrittori spesso sconosciuti nel nostro Paese, ma di grande qualità. La letteratura, oltre al suo grande potere estetico, è anche una finestra sul mondo e ci aiuta a capirlo, al di là delle statistiche e frammenti di superficiali notizie sulla situazione politica, che acquisiamo quando accade un fatto di solito luttuoso o negativo.»

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Inutile chieder suggerimenti a quali incontri partecipare, Shaul doverosamente sfugge, ma «se avete poco tempo e dovete scegliere, partecipate ad una sessione di un Paese di cui conoscete poco». Io non mi perderò Ljudmila Ulickaja, una tra i maggiori esponenti della letteratura russa contemporanea, della quale ho letto e consiglio Il dono del dottor Kukockij, che mi ha ricordato le pagine migliori di Tolstoj, né il cinese Xu Zechen, suo Correndo attraverso Pechino, che guarda con molta ironia i nuovi personaggi che crescono all'ombra del miracolo economico cinese. Delle edizioni passate Shaul ricorda Salman Rushdie, da tutti considerato un personaggio difficile, «che invece si è rivelato molto disponibile. Ma Venezia aiuta! Tutti arrivano a piedi in mezzo alla folla, non certo a bordo di limousine firmate…». Di Rushdie si racconta che, in attesa di una imbarcazione con la sua bellissima fidanzata afroamericana, per la verità in abiti molto succinti, sia stato attratto da un gondoliere che in stretto veneziano proruppe in un dialettale: «Ma ti si vera?» e che Rushdie, da sempre abituato ad essere protagonista, abbia frainteso come rivolto a lui e abbia risposto: «No, I am unfictional!». Incroci di Civiltà ha il fascino dell'imprevedibile. Un sentito “Grazie”, quindi, da parte di tutti gli appassionati alla neo-direttrice Pia Masiero, all'attuale prorettore Flavio Gregori e ai dirigenti comunali Roberto Ellero e Angela Fiorella, componenti del collettivo, per la verità molto aperto a suggestioni esterne, che guida la manifestazione. 

 

PROGRAMMA COMPLETO

 

«8. Incroci di Civiltà»

Dal 25 al 28 marzo vari luoghi a Venezia

Info www.incrocidicivilta.org