VeneziaNews :venews

  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
  • Venezia News
Home arrow ZOOM arrow [Speciale FEFF 2015] Tanto lontani, così vicini. Una retrospettiva 'marziale'
[Speciale FEFF 2015] Tanto lontani, così vicini. Una retrospettiva 'marziale'
di Sergio Collavini   
brucelee.jpg«[…] Le arti marziali (e il kung fu) sono l’originale contributo della cultura cinese al mondo del cinema. È ontologico, così come lo è il western per i film americani, non solo in specifici temi ricorrenti ma anche come spirito che può riscontrarsi anche in altri generi. Il cavaliere errante che vediamo, per esempio, nel ciclo di Chu Yuan-Gu Long prodotto da Shaw Bros nel 1960 si può ritrovare negli abiti firmati dei gangster movies di John Woo degli anni ‘80 e non è molto diverso dalla determinazione pioneristica dell’eroe-cowboy in innumerevoli western. La sovrapposizione tra film di arti marziali e western (e i film di cappa e spada giapponesi) è sempre affascinante. Di base, l’idea di territorio e del suo controllo sono intrinseci nei film d’azione e soprattutto in quelli di arti marziali e nei western. Le arti marziali non sono solo l’espressione di capacità individuali, ma anche di potere imperiale. Ancora un volta il parallelo con i western è notevole - la cavalleria americana invade, annette e difende lo spazio, anche se solo dentro i confini di Fort Apache […]»
Roger Garcia, direttore dell'HKIFF (Dal catalogo del 17. Far East Film Festival)


bruce-lee-vs-chuck-norris.jpg

 

Negli anni ’70 scoppiò nel mondo come in Italia una vera e propria mania per i film di arti marziali. Accanto ai vari Tex e Zagor nelle edicole comparvero fumetti ispirati al tema; per capire la portata del fenomeno basti pensare a come Franco Franchi nel 1973 ne fece persino una parodia (Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore). Bruce Lee, ma anche decine di altri incredibili atleti/attori, riempivano il nostro immaginario al punto che nei nostri giochi, abbandonate le colt, si cominciò a tirar calci volanti e a cercare di spaccare tavolette di legno col “colpo di karate”. Il parallelo col western balza agli occhi: l’eroe senza macchia che combatte contro caterve di cattivoni, la vendetta, il senso della giustizia e più tardi anche il senso ironico e picaresco che ne diede la nostra scuola spaghetti. Non è certo un caso quindi che trent’anni dopo Tarantino vesta la sua Beatrix Kiddo con la tutina gialla di Lee e che soprattutto dia a Bill il volto di David Carradine, protagonista della serie tv ‘western’ Kung Fu. Insomma, un’epica comune che unisce Oriente ed Occidente.

 

La retrospettiva curata dall’Hong Kong Film Festival in anteprima al Far East Film Festival è un’occasione per rivedere alcuni classici del genere. E quindi? I film: The Way of Dragon (L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente), 1972. Scritto, diretto e interpretato da Bruce Lee. Il giovane Chen che arriva a Roma da Hong Kong per aiutare uno zio e la nipote contro la mafia... Semplicemente memorabile il duello al Colosseo contro Chuck Norris. The Young Master (Il ventaglio bianco), 1980, di e con Jackie Chan, alla prima prova da regista. Le doti acrobatiche, unite alle irresistibili gag comiche, permettono a Chan di liberarsi dell’etichetta di erede di Lee e di crearsi uno stile unico. Spooky Encounters di Sammo Hung, 1980. Un capostipite che ha introdotto l’horror nel genere kung fu. Righting Wrongs, 1986, di Corey Yuen. Un film a basso costo che permette di far conoscere al mondo l’abilità tecnica nei combattimenti di Yuen Biao e la storia di Cynthia Rothrock, da campionessa americana di karate a stella di prima grandezza del cinema di Hong Kong. Di un maestro come Tsui Hark ci godiamo Once Upon A time in China 2 (1992), ambientato nella Cina pre maoista della fine del XIX secolo, con Jet Li, futura luminosa stella anche ad Hollywood. Infine un tuffo nel Wuxia (il cappa e spada cinese) con Duel to the death (1982), opera prima di Tony Ching con Damien Lau, affascinante e misterioso come un Eastwood con la spada. Tutto si ricollega al dunque.